Intervista a Claudio Santoliquido (CUS Bari), deck manager di Fetch IV, il Tripp 80 (23.90 metri) primo alla Est 105 dello scorso anno
Tecnicamente, che tipo di regata è la Est 105?
Questa regata di circa 100 miglia è sempre stata caratterizzata da sorprese, a livello tecnico, dettate dal fattore meteorologico. L’equipaggio deve dare un grosso impegno sportivo, in quanto da un forte scirocco si può passare in breve tempo alla calma piatta. Quindi, anche se non ci sono boe da aggirare, di importanza fondamentale anche in questo tipo di regata è il ruolo del tattico, che deve costantemente adattare la tattica di gara al fattore meteo.
Il vostro è un equipaggio di solo esperti?
La nostra filosofia è di accogliere nell’equipaggio ragazzi sempre nuovi, e per ragazzi non intendiamo solo anagraficamente, ma a livello di esperienza: persone che da poco si sono accostate alla vela, e se ne sono innamorate. Un’avventura di questo tipo, una traversata dell’Adriatico a bordo di un’imbarcazione maxi molto invelata come la nostra, il sentirsi parte di un team, può essere un’esperienza straordinaria per chi ama questo sport.
Con che spirito si parte per questo tipo di regata?
Un sano spirito competitivo c’è sempre ed è giusto che sia così, ma i colori di Fetch sono legati anche a particolari valori, fondamentali per chi va per mare: aver sempre voglia di imparare, avere un grande spirito di adattamento, aver rispetto per il mare e per l’ambiente, e naturalmente anche rispetto per l’avversario. Senza dimenticare però un pizzico di spirito goliardico…
Fetch IV (foto Antonio Ruccia)
