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Domenica 17 maggio si svolgerà, organizzato dal Circolo della Vela di Bari, il “Trofeo D’Alesio”, dedicato alle derive “laser”. Tre le prove della regata, che saranno valide sia come decima, undicesima e dodicesima gara del Campionato Zonale di Laser, sia come prova di selezione alla Coppa dei Campioni 2009 della Federazione Italiana Vela. Il “D’Alesio” sarà valido, inoltre, per la ranking list nazionale e per quella zonale.

Il trofeo di laser è dedicato ad Aldo D’Alesio, Presidente del Circolo della Vela dal 1980 al 1996, anno della sua prematura scomparsa. D’Alesio ha impresso, nei suoi anni di presidenza, una svolta particolare alla vita sociale e culturale del circolo. I soci lo ricordano come un grande presidente, che amava il circolo come fosse una sua creatura. Aveva ideato, e scriveva di persona, il notiziario Vela Notizie, divertente e puntuale resoconto della vita del Circolo, tutt’ora importante bollettino dell’attività sociale, sportiva e non.

La regata è aperta alle classi laser standard olimpico, laser radial olimpico (femminile), laser radial (maschile) e laser 4.7. Le regate si svolgeranno nello specchio acqueo antistante il Lungomare a sud di Bari. La partenza della prima prova è prevista per le 11. La regata sarà ritenuta valida anche nel caso che si disputi soltanto una prova. Le previsioni meteo parlano di una quindicina di nodi di vento di maestrale.

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Laser di fronte al Lungomare di Bari

Si è disputato domenica scorsa, nella acque antistanti il lungomare lato sud di Bari, il “VI Trofeo Aldo Claverini”, terza regata dell’edizione 2009 di “Terradamare”, la serie di manifestazioni itineranti fra Italia e Montenegro con l’obiettivo di valorizzare l’olio DOP attraverso la vela. Terradamare è organizzato da Oliveti d’Italia, che si avvale della logistica del CUS Bari, e quest’anno anche della Lega Navale Italiana sezione di Bari, che ha curato proprio il Claverini, regata consistente in un percorso a triangolo sulle boe.

Dedicato ad uno dei maestri della marineria barese, il Comandante Aldo Claverini, questo Trofeo giunto quest’anno alla VI edizione, è stato inserito per la prima volta nel circuito Terradamare. Il Comandante Claverini è stato un personaggio carismatico, un grande navigatore del cielo e del mare, tra i soci della Lega Navale Barese.

Partiti con circa sette nodi, gli equipaggi hanno dovuto misurarsi con un’intensità del vento andata sempre più calando. Proprio per questo motivo, il Comitato di Regata aveva approntato una riduzione di percorso prima della partenza.
Alla fine, prima in classe “Crociera/regata” è stata Elettra II, il First 40 di Andrea Bison (CUS Bari), con al timone Antonio Riccardo (CUS Bari). Sulla sua poppa, Pervinca, lo Ior 3/4 Ton di Cosimo Ostuni (LNI Monopoli), timonato da Francesco Laera (LNI Monopoli).

In classe “Crociera”, è il Mousse 907 Gaios, con al timone Pasquale Amoroso (CUS Bari), ad ottenere il primo posto nella classifica in tempo compensato. Seconda posizione per Follia Blu, l’Elan 40 di Vito Pellegrino (CUS Bari).

Infine, in categoria “Minialtura”, sono due Melges 24 ad avere la meglio. Primo Travel, di Valter Campanile (CUS Bari), timonato da Raffaele De Michele (CUS Bari), e secondo Folle Volo Pegasus, di Josef Pastore (CUS Bari). Ed è stato proprio Travel ad aver conquistato la prima posizione anche nella classifica complessiva overall del Claverini.

Si ritornerà in acqua il prossimo 24 maggio, per il “Trofeo Nicolaiano”, ultimo appuntamento del Terradamare di quest’anno. I risultati combinati del Claverini e del Nicolaiano assegneranno al migliore equipaggio il “Trofeo Terradamare 2009”.

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Follia Blu (foto Antonio Ruccia)

III Trofeo Herceg Novi

Si è disputato ad Herceg Novi, in Montenegro, il “III Trofeo Herceg Novi”, seconda regata dell’edizione 2009 di “Terradamare”, la serie di manifestazioni itineranti fra Italia e Montenegro con l’obiettivo di valorizzare l’olio DOP attraverso la vela. Terradamare è organizzato da Oliveti d’Italia, che si avvale della logistica del CUS Bari. Le regate oltre Adriatico sono state organizzate dai circoli Jovo Dabovic e Jukole Grakalic.

Gli equipaggi, provenienti da Italia, Montenegro, Serbia, Croazia e Slovenia, hanno potuto misurarsi, nelle Bocche di Cattaro, in una regata sulle boe molto tecnica, con continui e repentini salti di vento su un mare piatto “effetto lago”, caratteristiche di questa incantevole baia. Fra le imbarcazioni in gara, anche un RC44 battente bandiera slovena.

Alla fine l’ha spuntata Maisixti, il First 45 di Giuseppe Latorre (CUS Bari), con al timone Gigi Bergamasco (CV Bari), primo nella classifica overall dell’altura. Seconda posizione per Idrusa, il superMaxi di Paolo Montefusco (CV Brindisi), che aveva fra i membri dell’equipaggio il presidente del Coni-Puglia, Elio Sannicandro. Primo in classe “Crociera” Follia Blu, Elan 40 di Vito Pellegrino (CUS Bari).

A consegnare i premi ai vincitori, il presidente dell’VIII Zona Fiv, Raffaele Ricci, il presidente di Oliveti d’Italia, Nicola Ruggiero, il presidente del CUS Bari, Francesco Corsi, diverse autorità montenegrine ed un ospite d’eccezione: l’ambasciatore italiano in Montenegro Sergio Barbanti. In quest’occasione sono stati premiati anche i vincitori della regata transadriatica Est 105, che il 29 aprile aveva portato gli equipaggi da Bari in Montenegro.

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L’RC44 sloveno (foto Antonio Ruccia)

Rubens vince la Est 105

E’ entrata nel vivo l’edizione 2009 di “Terradamare: dove il mare incontra le DOP”, la serie di manifestazioni itineranti fra Italia e Montenegro con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze della terra pugliese, in particolare l’olio d’oliva attraverso la vela. Terradamare è organizzato da Oliveti d’Italia, che si avvale della logistica del Centro Universitario Sportivo di Bari.

Partiti da Bari alle 15 in punto di mercoledì, rotta verso Herceg Novi, gli equipaggi che hanno preso parte alla Est 105 hanno dovuto affrontare condizioni climatiche piuttosto mutevoli, con un vento che nella notte ha rinforzato anche intorno ai ventiquattro nodi. Quando mancava poco all’alba di giovedì è stata Idrusa, il maxi di Paolo Montefusco (LNI Gallipoli) a raggiungere per prima le coste montenegrine, seguita dal Tripp 80 Fetch IV di Michele Scianatico (CUS Bari). Fra l’equipaggio di Idrusa c’era anche il presidente regionale del Coni Elio Sannicandro.

Ma a vincere la Est 105, guadagnando il primo posto nella classifica in tempo compensato della categoria “Altura” è stata  Rubens, il First 34.7 armato da Riccardo Rosati (LNI Trani) e timonato da Luigi Masturzo (CV Brindisi). Secondo posto per il vincitore della regata transadriatica dello scorso anno, il Sun Odissey 37.1 Galana River di Celestina Cassano (CUS Bari), con al timone Mimmo D’Aloia (CN Il Maestrale). Gradino più basso del podio per X-Blu, l’X362 Sport armato e timonato da Giuseppe Ciaravolo (CUS Bari).

Nella classifica di classe “Crociera”, secondo posto per Zarina, il GS 40 di Raffaele Natuzzi (CUS Bari), mentre la medaglia di bronzo è andata a Ritmo di Giacomo Scalera (CUS Bari). In classe “Crociera/regata”, terza posizione per Maisixti, il First 45 di Giuseppe Latorre (CUS Bari).

Nella categoria “Diporto”, fra le imbarcazioni oltre i 14 metri, prima posizione per Blue Rose, il GS 56 di Antonio Quistelli (CUS Bari) seguito dalla splendida Terza Santa Maria, il Sangermani d’epoca di Francesco Binetti (CUS Bari), e da Aida, Jeanneau 49 di di Giuseppe Miccolis (CUS Bari). Terze posizioni, sempre in categoria “Diporto”, anche per il Franchini 41 Valù di Giovanni Franchini (CUS Bari), fra le imbarcazioni dagli 8,50 metri ai 12, e per l’Oceanis 43 Le Rev di Vittorio Vulpi (CUS Bari), per quelle dai 12,51 a 13,99 metri.

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La Terza Santa Maria (foto Antonio Ruccia)

È stato un fine settimana di grosse soddisfazioni per il Circolo Canottieri Barion, che ha ottenuto importanti risultati nella vela, nella scherma e nel canottaggio.

Iniziando dal canottaggio, numerose le medaglie conquistate con fatica dai canottieri del Barion che, nel corso della gara sprint su una distanza di 250 metri svoltasi domenica a Barletta, hanno duramente combattuto per poi portare a casa ben sette medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo per un totale di dieci medaglie. Trionfano i più giovani, Roberto Catalano e Luca Stramaglia, che conquistano l’oro nella specialità del singolo 7.20 Allievi B, insieme ai già esperti Marika Manzari, vincitrice della gara del 7.20 Cadette, e Onofrio De Tullio e Marco Raffaele, che in doppio hanno tagliato per primi il traguardo. Oro anche per gli atleti della categoria Ragazzi (15-16 anni): Francesco Losito conquista l’oro sia sul singolo che sul doppio insieme al suo compagno di barca Jacopo Di Capua. Ottima la prestazione della portabandiera del canottaggio femminile del nostro circolo, Giuliana Di Marzo, giunta prima al traguardo nella gara del singolo Junior femminile. Salgono sul podio anche Giuseppe Amoruso, argento sul 7.20 Cadetti, e Nicolò Ancona, terzo classificato.

Per quanto riguarda la vela, Morgan, il GS 37 di Nicola De Gemmis si è aggiudicato il Trofeo Trani Cup, tre prove svoltesi in due giorni. La giornata di sabato è stata caratterizzata da un vento leggerissimo che ha fatto sudare tutti gli equipaggi nella ricerca delle performance migliori. Con quelle condizioni le barche più leggere e più invelate hanno prevalso su tutta la flotta. Morgan si è dovuta accontentare di un terzo piazzamento. Domenica è cambiata la musica, il vento non si è fatto aspettare soffiando sempre intorno ai 14 nodi e ciò ha permesso lo svolgimento di due prove. Morgan ha subito regolato i conti con gli avversari piazzando un primo nella prima prova ma la prestazione migliore è stata quella della seconda prova quando per una partenza anticipata è dovuta rientrare e ripartire per evitare la squalifica. E’ stata una entusiasmante rincorsa, che alla fine ha premiato la tenacia di tutto l’equipaggio continuamente incitato da Gigi Bergamasco, al timone dell’imbarcazione, che ha permesso di agguantare un altro primo di giornata. E così con due primi ed un terzo piazzamento Morgan si è aggiudicata il Trofeo Trani Cup. Archiviata questa giornata si pensa già all’Adriatic Cup di Ancona in programma il 16 Maggio.

Infine, nella scherma, gli atleti del Barion hanno superato brillantemente le qualificazioni alle regionali, dove bisognava concludere fra i primi quindici per accedere alla Coppa Italia. Prima classificata nella spada femminile, la schermidrice del Barion Adriana Notaristefano. Due podi nella spada maschile, con Stefano Avella (secondo classificato) e Marco De Martino (terzo). Qualificati anche Pasquale Capuano, Michele Fiore, Antonio Iodice e Davide Vox.

Soddisfazione è stata espressa dal direttore sportivo del Barion, l’avvocato Fabio Di Cosmo. “Il Barion è impegnato in tante discipline sportive – ha detto – e con la sua programmazione, voluta dal direttore sportivo e dai vertici, oltre a riconfermare la sua grande tradizione nello sport del remo e nella vela, sta raccogliendo risultati di prestigio anche nella scherma, sport nel quale il Circolo sta ritornando velocemente ai fasti di un tempo, dopo qualche anno di interruzione dell’attività agonistica”.

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Adriana Notaristefano (foto Antonio Ruccia)

È stato presentato questa mattina la quinta edizione di “Terradamare: dove il mare incontra le DOP”, la serie di manifestazioni itineranti, fra Italia e Montenegro, che attraverso lo sport della vela mirano alla valorizzazione dell’olio DOP e, più in generale, del territorio della Terra di Bari. Fra gli intervenuti, il presidente di Oliveti d’Italia, Nicola Ruggiero, il presidente del CUS Bari, Francesco Corsi, il presidente della FIV-VIII Zona, Raffaele Ricci, il presidente del CONI Puglia, nonché assessore comunale allo sport, Elio Sannicandro, il presidente del consorzio DOP Terra di Bari, Saverio Scardigno, ed una nutrita delegazione di autorità proveniente dal Montenegro.

“Siamo giunti ormai alla quinta edizione di Terradamare – ha detto Ruggiero – ormai divenuto un’importante realtà, grazie a questa preziosa sinergia sportiva, territoriale, culturale, gastronomica e turistica. Sono un convinto assertore di un Mediterraneo senza barriere: è il confronto ciò che può farci crescere da una sponda all’altra, e con questa manifestazione, nel nostro Adriatico, lo stiamo dimostrando ampiamente”.

“Questo appuntamento – ha spiegato Corsi – sta ormai diventando una “classica” della vela, e quest’anno la partecipazione è decisamente più nutrita come numero ma anche come livello degli equipaggi, a testimonianza di un interesse e di un apprezzamento crescente di questa iniziativa”.

“Il nostro territorio – ha commentato Sannicandro – continua ad offrire eventi di rilievo nazionale e internazionale, nelle più svariate discipline. Terradamare, con una formula collaudata e vincente, unirà le due sponde dell’Adriatico, all’insegna del binomio vela d’altura e valorizzazione del patrimonio agricolo di queste terre”.

“Sono le manifestazioni come questa – ha sottolineato Scardigno – che permettono ai consumatori un maggiore orientamento nei confronti di un prodotto come l’olio che, purtroppo, non sempre viene venduto con modalità trasparenti: l’olio DOP è certificato, è di qualità, è della nostra terra, e grazie al veicolo dello sport questo messaggio viene maggiormente diffuso”.

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Sull’onda del notevole incremento nella commercializzazione dell’olio DOP, a livello italiano ed internazionale, anche quest’anno la Oliveti d’Italia si è fatta promotrice, insieme al CUS Bari, della manifestazione “Terradamare: dove il mare incontra le DOP”, arrivata alla quinta edizione e diventata appuntamento fisso della primavera adriatica.
Terradamare è un’insieme di manifestazioni itineranti, su mare e su terra, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali mirate alla valorizzazione della Terra di Bari e della sua produzione di olio extra vergine di oliva DOP, che si svolgeranno nell’arco di un mese, da fine aprile a fine maggio.
Nell’edizione 2009 del Terradamare  gli appuntamenti sportivi sono aumentati rispetto allo scorso anno, e promettono spettacolo agli amanti della vela e del mare. La prima regata, nonché fiore all’occhiello della manifestazione, è la Est 105, la traversata dell’Adriatico da Bari ad Herceg Novi, in Montenegro. La Est 105, che anche quest’anno è stata inserita nel circuito del “Giro di Puglia”, è organizzata dal CUS Bari, e vedrà gli equipaggi salpare il prossimo 29 aprile.
La seconda prova sarà la regata “Bocche di Cattaro” nelle acque del Montenegro, prova la cui logistica quest’anno sarà curata da ben due circoli, lo Jovo Dabovic e lo Jukole Grakalic. La regata “Bocche di Cattaro” si disputerà nelle acque slave il 1° maggio.
La terza prova è una delle novità dell’edizione di quest’anno di Terradamare: il Trofeo Claverini, organizzato dalla Lega Navale Italiana, sezione di Bari, che entra a far parte della grande famiglia di Terradamare. La regata è prevista a Bari il 10 maggio.
La prova che chiuderà il Terradamare 2009, come ormai da tradizione, sarà il Trofeo Nicolaiano, sempre nelle acque del capoluogo pugliese il 24 maggio. La classifica complessiva di queste ultime due regate assegnerà il Trofeo Terradamare 2009, che verrà consegnato all’equipaggio vincitore nella splendida cornice della Vedetta Sul Mediterraneo, a Giovinazzo.
Sono già oltre quaranta gli equipaggi italiani iscritti alla Est 105, ai quali si aggiungeranno una decina di equipaggi provenienti da paesi balcanici (Montenegro, Croazia e Serbia).
Fra gli iscritti, spicca il superMaxi di 80 piedi Idrusa, di Montefusco Sailing Project, pronto a bordeggiare con l’altro maxi, Fetch IV, di Michele Scianatico, vincitore due anni fa proprio della Est 105. Sarà un duello da non perdere.

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Idrusa (foto Antonio Ruccia)

Buona affermazione dei ragazzi del canottaggio del Centro Universitario Sportivo di Bari sul Lago di Piediluco, in Umbria, dove si è svolto 1° meeting nazionale di canottaggio, valido per la classifica nazionale e riservato alle categorie Ragazzi, Juniores, Under 23, Senior, Pesi Leggeri ed Esordienti.

L’equipaggio “4 con”, infatti, ha vinto la finale della categoria “ragazzi”. A bordo, Fabio Chierico, Antonio Leggiero, Giovanni Caporali, Gianni Colella e il timoniere Matteo Maggi.

Ottima affermazione anche per nella finale “2 senza”, sempre in categoria “ragazzi”, dove Fabio Chierico e Antonio Leggiero hanno ottenuto la medaglia di bronzo.

Sono arrivati alla finale anche Claudio Mondelli nel “singolo ragazzi” e Alessandro Sportelli, Carlo Alberto Vedana, Francesco Leggiero e Antongiulio Prete nel “4 di coppia”.

Il singolo ragazzi di Francesco Leggiero ed il singolo junior di Maksim Faraponov , invece, non sono riusciti ad entrare nelle finali pur avendo disputato delle ottime gare.

Massima la soddisfazione del tecnico, Bepi Altamura, per il carattere dimostrato nella prima prova agonistica importante dei suoi ragazzi.

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L’equipaggio del quattro con vincitore. Da sinistra: Fabio Chierico, Gianni Colella, Matteo Maggi (timoniere), Giovanni Caporali, Antonio Leggiero (foto CUS Bari)

Il 18 e il 19 aprile sul Lago di Piediluco, in Umbria, si svolgerà il 1° meeting nazionale di canottaggio, valido per la classifica nazionale e riservato alle categorie Ragazzi, Juniores, Under 23, Senior, Pesi Leggeri ed Esordienti. Il Centro Universitario Sportivo di Bari sarà presente con i suoi ragazzi, tutti giovani ed al primo impegno agonistico importante. “E’ come se fosse un esperimento – ha detto l’allenatore Bepi Altamura – abbiamo una squadra giovanissima e stiamo lavorando per avere una formazione estremamente competitiva per il prossimo anno”.

Sono 64 gli iscritti al meeting di Piediluco, che si sfideranno sabato nelle batterie e nelle semifinali,e domenica nelle finali. Gli atleti cussini che parteciperanno nella categoria “Ragazzi” sono Fabio Chierico, Antonio Leggiero, Giovanni Caporali, Gianni Colella, Matteo Maggi, Alessandro Sportelli, Carlo Vedana, Francesco Leggiero, Antongiulio Prete, Claudio Mondelli. Con loro partirà anche e Maksym Faraponov, l’unico rappresentante CUS Bari nella categoria Juniores.

“E’ in gara che si forgia la mentalità di un atleta – ha proseguito Altamura – e si capisce l’importanza del lavoro serio, del far gruppo e dell’intercambiabilità all’interno di una squadra”.

Dopo Piediluco, i giovani canottieri del CUS Bari saranno impegnati in un secondo test a maggio, prima dei campionati italiani di giugno.

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I giovani canottieri del CUS Bari prima della partenza per Piediluco (foto Antonio Ruccia)

Un maestrale sui 10 nodi di intensità in partenza, andati aumentando nel corso della giornata, ha regalato ai partecipanti una splendida regata per il “VI Trofeo Arnaldo Carofiglio”, la manifestazione organizzata dal Circolo della Vela di Bari in ricordo del suo Presidente scomparso qualche anno fa. In palio, come da tradizione, il prestigioso “Timone d’oro”.

La regata sulle boe si è disputata nell’area di gara a nord del capoluogo pugliese. In categoria overall “Altura”, è il GS 37 Morgan di Nicola De Gemmis (CC Barion), con al timone Gigi Bergamasco (CV Bari), da poco laureatosi per la terza volta consecutiva “Campione d’Inverno” a conquistare il primo posto sia in tempo reale che in compensato. Sulla sua poppa X Blu, l’X 362 Sport di Giuseppe Ciaravolo (CUS Bari), “timoniere d’oro” della passata edizione. Gradino più basso del podio per Oi Tirsenoi, il First 40.7 armato e timonato da Mauro Loperfido (LNI Bari).

In categoria overall “Minialtura”, è il J24 Jebedee, armato e timonato da Tony Macina (CN Il Maestrale) a conquistare il “Timone d’oro”. Seconda posizione per un altro J24, Marbea, di Marcello Bellaciccia (CV Giovinazzo). Sulla sua poppa That’s Amore, il Platu 25 di Lino Lattanzi (CUS Bari).

Nella classe Surprise, prima posizione per Mareluna, armata e timonata da Enrico Scoditti (CUS Bari).

I premiati hanno ricevuto il “Timone d’oro” dal figlio di Arnaldo, Michele Carofiglio, sponsor della manifestazione, che ha premiato gli equipaggi accompagnato dal presidente del Circolo della Vela di Bari, Onofrio Mangini, e dal presidente dell’VIII Zona FIV, Raffaele Ricci.

Durante la premiazione, il presidente Mangini ha reso nota la volontà del Direttivo di rendere socio onorario del Circolo della Vela il professor Ricci, per il contributo dato alla vela pugliese. E il presidente dell’VIII Zona ha stupito tutti illustrando la sua proposta per quanto riguarda l’edizione del Trofeo Carofiglio del prossimo anno. “E’ arrivato il momento – ha spiegato Ricci – che anche a Bari ci sia una tappa importante del Giro di Puglia, e penso che il Trofeo Carofiglio sia la manifestazione adatta per concretizzare questa idea”.

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La partenza della minialtura. In primo piano, Jebedee (foto Antonio Ruccia)

Domenica prossima 5 aprile si svolgerà nelle acque di Bari la sesta edizione del trofeo d’altura “Arnaldo Carofiglio”, organizzato dal Circolo della Vela di Bari in ricordo del suo Presidente scomparso qualche anno fa. Come da tradizione, anche quest’anno in palio l’ambito “Timone d’oro”, trofeo che idealmente chiude la stagione invernale della vela barese, e che quest’anno costituisce anche un importante test in vista del Mondiale ORC Club in programma in luglio a Brindisi.

Questa manifestazione sportiva è stata fortemente voluta dalla famiglia Carofiglio, per ricordare l’uomo, l’imprenditore ed il Presidente del Circolo della fine degli anni ’90. Fu proprio grazie alla sua presidenza che il Circolo della Vela riuscì a superare uno dei periodi più difficili della sua storia. Nel 2001 infatti, a causa dell’abbandono e del conseguente degrado del teatro Margherita, adiacente la sede storica del Circolo, le Autorità ordinarono lo sgombero della sede. Fu proprio un’intuizione di Arnaldo Carofiglio a salvare il Circolo e la sua attività: utilizzare le antiche stalle sul molo borbonico del Porto di Bari come nuova sede sociale. L’impegno del Presidente e dei soci riuscì a far diventare funzionante, a tempo di record, questa struttura. La nuova sede fu il testamento di Arnaldo Carofiglio: un’inesorabile male se l’è portato via nella Pasqua del 2002. Il Trofeo Carofiglio vuole essere un tributo a chi ha fatto sì che la vela barese non perdesse un pezzo importante della sua storia.

La prova consiste in una regata sulle boe nelle acque antistanti il lungomare sud del capoluogo pugliese. La regata è aperta a tutte le imbarcazioni in possesso del certificato di stazza ORC International ed ORC Club 2009, ed alle imbarcazioni monotipo in possesso del certificato di stazza della classe 2009.

Saranno premiati con il Trofeo Carofiglio i timonieri delle imbarcazioni prime classificate nelle categorie overall in Altura e Minialtura. Riconoscimenti vi saranno anche per le imbarcazioni appartenti alla singole classi partecipanti, compresa la classe “Crociera” dedicata alle imbarcazioni che hanno mantenuto la configurazione originale di barca di serie, e dunque senza alcuna modifica allo scafo e alle sue parti.

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Foto Antonio Ruccia

Si è conclusa oggi la tre giorni di scherma, organizzata dal Circolo Canottieri Barion e dall’A.D. Scherma Trani, che ha portato a Bari per la II Prova di qualificazione nazionale atleti provenienti da ogni parte d’Italia.
L’ultima giornata di gare in pedane prevedeva le discipline del fioretto maschile e della sciabola femminile.
Semifinalisti per il fioretto Marco Ramacci (nato a Frascati nel 1977, della squadra delle Fiamme Oro Roma), Marco Vannini (Livorno 1976, Fiamme Oro Roma), Martino Minuto (Monza 1988, Fiamme Gialle), Giorgio Avola (Modica 1989, Conad Scherma Modica). Nella prima semifinale, Ramacci ha battuto Vannini per 15-1, mentre nella seconda Avola ha avuto la meglio su Minuto per 15-5. In finale, Ramacci ha superato il suo avversario per 15-4, conquistando così il gradino più alto del podio.
Semifinaliste per la sciabola, invece, Irene Vecchi (Livorno 1989, Fiamme Gialle), Ilaria Bianco (Pisa 1980, Aeronautica Militare), Rossella Gregorio (Salerno 1990, Carabinieri Roma), Loreta Gulotta (Trapani 1987, Fiamme Gialle). Nella prima semifinale, Bianco ha superato Vecchi per 15-8. Stesso risultato nella seconda semifinale, questa volta a favore della Gregorio che si è imposta sulla Gulotta. La finale è stata vinta dalla Bianco, per 15-10.
Positivo il bilancio della manifestazione: gli spettatori hanno potuto assistere ad una manifestazione sportiva di livello tecnico elevatissimo, e gli atleti sono rimasti colpiti dalla location individuata per lo svolgimento delle gare, gli impianti del Centro Universitario Sportivo di Bari con il suggestivo “Palazzetto dello Sport sul mare”. Peccato solo per la mancata partecipazione dei “big”. Pur ammessi alla selezione, infatti, hanno dovuto all’ultimo optare per delle concomitanti gare internazionali in Francia e Germania. Sarà per la prossima volta.

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Un momento della semifinale di sciabola femminile

Secondo appuntamento oggi per II Prova di Qualificazione Nazionale di scherma, che ha portato a Bari centinaia di atleti provenienti da ogni parte d’Italia. In programma nella giornata di oggi le gare di spada maschile e di fioretto femminile.
Tutte giovanissime le fiorettiste che, dopo un’intera giornata di gare, sono arrivate in semifinale. Carolina Erba (nata a Busto Arsizio nel 1985, Fiamme Gialle), Alice Volpi (Siena 1992, CUS Siena),  Stefania Straniero (Mestre 1991, Scherma Mogliano), Olga Calissi (Pisa 1992, C.S. Livorno). In finale sono arrivate la Straniero e la Erba, ed è stata quest’ultima a guadagnarsi il gradino più alto del podio, vincendo con il punteggio di 15-9. “E’ una bella soddisfazione -  ha detto la Erba subito dopo la premiazione – è stata la mia prima vittoria. Adesso un po’ di riposo, e poi subito in allenamento per gli Assoluti di Roma, dove voglio confermare il terzo posto dell’anno scorso, se non migliorarlo”.

Per la spada maschile, invece, in semifinale sono arrivati Gabriele Magni (Fiamme Oro), Matteo Scamarda (CUS Catania), Stefano Cinotti (CS Pisa), Paolo Milanoli (Fiamme Oro), ma quest’ultimo ha abbandonato la gara. In finale, Scamarda ha vinto su Cinotti per 13-10.

Domani sono in programma per l’ultima giornata della manifestazione, sempre all’interno degli impianti del Centro Universitario Sportivo di Bari, la gare di fioretto maschile, con appello alle 9 (finale prevista alle 16.20), e la gara di sciabola femminile, con inizio alle 11 (finale prevista alle 15.50). L’ingresso è aperto al pubblico.

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Un momento della finale di fioretto (foto Antonio Ruccia)

Primo appuntamento oggi per la tre giorni di scherma che ha portato a Bari, per la II Prova di Qualificazione Nazionale, schermidori provenienti da ogni parte d’Italia. La manifestazione è stata organizzata dal Circolo Canottieri Barion e dall’A.D. Scherma Trani. Nonostante l’assenza in pedana dei “big”, impegnati in questi stessi giorni nelle prove di Coppa del Mondo a Marsiglia e ad Heidenheim, il pubblico presente ha potuto assistere ad una manifestazione di altissimo livello tecnico, dove giovani promesse di queste discipline hanno potuto confrontarsi con “habitué” della nazionale azzurra.
Dopo un’intera giornata di combattimenti, la finale della spada femminile ha visto concorrere per il gradino più alto del podio solo i colori dell’Esercito, con l’azzurra Francesca Boscarelli (nata nel 1982 a Benevento) che ha battuto in pedana Mara Navarria (Udine, 1985) con il punteggio di 15-09. La Boscarelli, che nella semifinale ha eliminato Veronica Rossi (Pisa 1978, Fiamme Oro) vincendo 15-14, è stata campionessa italiana di spada individuale nel 2007. L’altra eliminata in semifinale è stata l’azzurra Cristiana Cascioli (Narni 1975, Corpo Forestale).
Anche la finale di sciabola maschile è stata monocolore: entrambi i finalisti, infatti, fanno parte della squadra dei Carabinieri. Vincitore in pedana Giampiero Pastore (nato a Salerno nel 1976), medaglia di bronzo a Pechino 2008 nella sciabola a squadre insieme a Montano, Tarantino e Occhiuzzi, che ha superato nell’ultima sfida per 15-08  Luigi Angelo Miracco (Roma, 1988), già campione italiano under 23 nel 2006. Pastore aveva battuto in semifinale Luca Iacometti (Roma 1987, C.S. Carabinieri). L’altro eliminato in semifinale è stato Luigi Samele (Foggia 1987, Fiamme Gialle).

Domani sono in programma, sempre all’interno degli impianti del Centro Universitario Sportivo di Bari, la gare di spada maschile, con appello alle 8.30 (finale prevista alle 19.55), e la gara di fioretto femminile, con inizio alle 12.30 (finale prevista alle 17.45). L’ingresso è aperto al pubblico.

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Un momento della finale di spada femminile (foto Antonio Ruccia)

Sono quattro e tutti giovanissimi gli atleti baresi che si sono qualificati per la II Prova di qualificazione nazionale di scherma, che vedrà affrontarsi sulle pedane del capoluogo pugliese, dal 27 al 29 marzo, atleti provenienti da tutta Italia. Sono infatti ben 930 i pre-iscritti, fra i quali vi saranno anche grandi nomi olimpionici, come Valentina Vezzali, Matteo Tagliariol, Margherita Granbassi, e Aldo Montano. La manifestazione è organizzata dal Circolo Canottieri Barion e dall’A.D. Scherma Trani.

Tutti e quattro gli atleti baresi indossano proprio i colori del Barion e sono stati seguiti fin dall’inizio del loro percorso dal maestro d’armi Rosanna Fermo, che li ha temprati nella tecnica agonistica e nel carattere. Si tratta di Pasquale Capuano (17 anni), Spiridione De Martino (20 anni), Antonio Iodice (19 anni) e Adriana Notaristefano ( 18 anni). Giovani ma già con alle spalle un notevole palmarès pieno di successi regionali, interregionali e nazionali.

Ognuno dei ragazzi ha maturato uno stile tutto suo. Antonio Iodice, che si è qualificato nella spada, è un tipo di poche parole nella vita di tutti i giorni, ma che in pedana sa esprimersi sempre al massimo. Spiridione De Martino, che ha alle sue spalle numerosi anni di sciabola con ottimi risultati, ha recentemente abbracciato la spada, qualificandosi proprio in questa disciplina e dimostrando una duttilità ed un adattamento notevoli, vista la differenza fra i due diversi tipi di combattimento. Pasquale Capuano, qualificatosi nella spada, si è avvicinato alla scherma per caso, grazie ad un sorteggio a scuola: dopo aver cambiato numerose discipline sportive, ha finalmente trovato nella scherma la sua vera vocazione. Infine Adriana Notaristefano, che ha iniziato a tirar di scherma quando aveva appena otto anni, quest’anno è addirittura alla sua seconda qualificazione agli open nella spada. Tutti diversi, ma tutti con la stessa grinta. “Non importa chi sia l’avversario che ci troviamo di fronte – hanno detto in coro i ragazzi – quando saliamo in pedana saliamo per vincere”.

Potevano essere in cinque a misurarsi nella prova di Bari: ha mancato la qualificazione per pochissime stoccate Stefano Avella (18 anni appena compiuti), che avrà però ben presto l’occasione di rifarsi. Il 25 e il 26 aprile prossimi i giovani schermidori saliranno nuovamente in pedana, per la qualificazione alla Coppa Italia che si disputerà a Rovigo verso la fine di maggio.

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Da sinistra, Capuano, De Martino, Iodice (foto Antonio Ruccia)

Presentata questa mattina a Bari la II Prova di Qualificazione Nazionale di scherma, che si svolgerà nel capoluogo pugliese dal 27 al 29 marzo, e la cui logistica sarà interamente curata dal Circolo Canottieri Barion in collaborazione con l’A.D. Scherma Trani. Alla manifestazione interverranno all’incirca 800 atleti, fra i quali nomi illustri della scherma olimpica, come Valentina Vezzali, Margherita Granbassi, Aldo Montano e Matteo Tagliariol. L’importante evento rappresenta l’ultima possibilità per gli schermidori e le schermidrici delle diverse società italiane di centrare l’obiettivo della qualificazione ai Campionati Italiani Assoluti del Centenario in programma nel mese di giugno a Roma.

Alla presentazione erano presenti il presidente della Federazione Italiana Scherma Giorgio Scarso, il presidente della Federscherma puglieseRenato Martino, il presidente del CONI pugliese Elio Sannicandro, il campione del mondo di scherma nel 1973 e due volte medaglia olimpica, l’ungherese Jeno Kamuti, presente in qualità di presidente dell’associazione Fair Play, e Ruggero Alcanterini, presidente del comitato italiano della stessa associazione. Presenti anche i tecnici delle due società, Rosanna Fermo (Barion) e Ramona Cataleta (Scherma Trani).

“Le 114 medaglie olimpiche e le tante vittorie ai campionati del mondo – ha detto Scarso – danno l’idea del valore della scherma italiana: e la grande scherma è sempre di casa qui in Puglia”.

“Difficilmente – ha detto Alcanterini – si può riscontrare in ambito sportivo un’altra disciplina tanto in simbiosi con il fair play quanto la scherma”. Alla fine della prova di qualificazione, verrà assegnato dalla giuria anche uno speciale premio fair play.

“E’ un evento importantissimo per la città – ha spiegato Sannicandro – che arriva al termine di un percorso ben preciso: abbiamo riaperto una nuova palestra di scherma, da cui ci aspettiamo molto, non solo in termini di risultati degli atleti ma anche in termini di formazione ed educazione per i ragazzi”.

“Oggi è un giorno di festa per la città – ha commentato Martino – e sono certo che questa sede potrà diventare un punto di riferimento per altre prestigiose gare all’interno del calendario nazionale”.
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Nulla di fatto oggi nell’ultima prova del Campionato Invernale di Vela “Città di Bari”, quest’anno coordinato dal Circolo Canottieri Barion. In palio nella regata odierna il “XXII Trofeo D. Milella”, organizzato dalla Lega Navale Italiana sezione di Bari. A causa delle avverse condizioni atmosferiche, con i conseguenti avvisi diramati durante tutta la mattinata dalla Capitaneria di Porto, il Comitato di Regata, presieduto dal Presidente dell’VIII Zona FIV Raffaele Ricci, ha preferito infatti annullare la prova dopo qualche ora passata nella vana attesa di miglioramenti. Decisione sofferta, visto la manciata di punti che, nelle classi della Minialtura, dividevano le imbarcazioni in lotta per le primissime posizioni, ma indubbiamente necessaria.

Il GS 37 Morgan, armato da Nicola De Gemmis (CC Barion), timonato da Giorgio Pantzartzis (CV Bari) e con alla tattica Gigi Bergamasco (CV Bari) si è quindi laureato ufficialmente – la matematica lo aveva infatti già premiato – per il terzo anno consecutivo campione invernale d’altura in classifica overall e primo in classe “Crociera/regata”. Secondo posto in classifica overall per Blu-X, l’X-43 di Gianfranco Cioce (CV Bari). Gradino più basso del podio infine per X Blu, l’X-342 Sport di Giuseppe Ciaravolo (CUS Bari). Restando in argomento altura, ma spostandoci alla classe “Crociera”, prima posizione per il First 31.7 Meria di Balice-Capurso-Mazzilli (LNI Molfetta), seguito da Dido e Gogo Cube, il Comet 415 di Giovanni Giuseppe Renna (CC Barion). Terzo Gaios, il Mousse 907 di Giuseppe De Vanna (CUS Bari).

Per quanto riguarda invece la categoria “Minialtura”, Argentina, Surprise di Alberto Lorusso (CV Bari), è il nuovo campione invernale del “Città di Bari”: era dal 2006 che un’imbarcazione di questa classe non conquistava il gradino più alto del podio nella classifica overall. Medaglia d’argento per un’altra Surprise, Cocò, armata da Vitantonio Natuzzi (CUS Bari) e timonata da Marco Magrone (CN Il Maestrale). Terzo posto per Travel, Melges 24 di Valter Campanile (CUS Bari) con al timone Raffaele De Michele (CV Bari). Come premio di consolazione, Cocò ha guadagnato la prima posizione nella classifica di classe Surprise, superando la rivale Argentina, seconda, e Hazard di Roberto Recchiuto (LNI Monopoli), terza. Fra i Platù 25 infine, che quest’anno correvano a parte in vista dell’appuntamento estivo a Monopoli per il Campionato Italiano, gradino più alto del podio per Antonella 2 di Tiziana D’Arcangelo (CV Gargano) con al timone Emanuele Corsini (CV Brindisi), seguita da 3F- Fight For Fighting² di De Bellis-Masi (LNI Monopoli), con al timone Alberto La Tegola (CV Bari), e da Jerry Speed di Livia Federici (LNI Bari) con al timone Luigi Masturzo (CV Lascuffia).

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Morgan (foto Antonio Ruccia)

Dal 27 al 29 marzo prossimi a Bari sarà di scena la grande scherma, quella protagonista di Olimpiadi e Mondiali nelle tre specialità, spada, fioretto e sciabola. L’occasione è rappresentata dalla II Selezione Nazionale, la cui logistica sarà interamente curata dal Circolo Canottieri Barion in collaborazione con l’A.D. Scherma Trani.

In questa “tre giorni”, piena di gare sportive da mattina a sera, saranno almeno ottocento gli atleti che parteciperanno alla Selezione – di cui quattrocento solo il primo giorno per le gare di spada – e fra questi importantissimi nomi della scherma italiana.

La manifestazione, che ha già ottenuto il patrocinio del Comune di Bari e della Regione Puglia, si svolgerà interamente negli impianti del Centro Universitario Sportivo di Bari e sarà aperta al pubblico, per permettere all’intera cittadinanza di vivere un intero fine settimana dalle atmosfere olimpiche e all’insegna del grande sport. Perciò, poco più di un mese e… tutti in pedana!

L’evento sarà presentato ai giornalisti il 14 marzo prossimo, alle 10.30, nella sede del Circolo Canottieri Barion, al Molo S.Nicola n.5 a Bari.

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L’Alaska si prepara anche quest’anno alla gara per le mute di cani da slitta più famosa nel mondo: l’Iditarod Trail Sled Dog Race, giunta quest’anno alla trentasettesima edizione. Il difficile percorso di più di 1.150 miglia porterà come al solito uomini (i mushers) e cani da Anchorage a Nome, sul mare di Bering, facendoli lottare contro temperature polari, venti che fanno arrivare la visibilità a zero, fiumi ghiacciati, tundra desolata, dense foreste, quasi interminabili ore di buio. La partenza è prevista per sabato 7 marzo.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando una grave epidemia di difterite colpì Nome. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente i medicinali da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse alla tradizionale slitta. Un intrepido musher insieme ai suoi fidati cani riuscirono a salvare una città laddove la tecnologia e la scienza nulla aveva potuto. L’Iditarod è anche la commemorazione di un passato recente che ha visto il coraggio, la determinazione e l’onore della gente che ha abitato queste terre trionfare sulle avversità.

Negli ultimi due anni vincitore è stato il musher Lance Mackey originario di Fairbanks, in Alaska, che correrà anche quest’anno insieme ad altri 66 mushers (altri 47 dall’Alaska oltre a Mackey, 13 da altri stati USA, e 6 in totale da Canada e Norvegia).

via puntosport.net

UPDATE 18 MARZO: Alle 11:38 di oggi ora dell’Alaska, il musher Lance Mackey ha tagliato il traguardo della XXXVII Iditarod .

Mackey, ha accumulato un enorme vantaggio su Sebastian Schnuel da Whitehorse (Yukon) e John Baker da Kotzebue (Alaska), suoi primi inseguitori. E’ la terza volta consecutiva che Mackey vince la storica corsa fra i ghiacci. “Ha scolpito il suo posto nella storia dell’Iditarod del nuovo millennio”, ha scritto l’Anchorage Daily News.

Solo due mushers hanno vinto la Iditarod tre volte consecutive, ed i loro nomi sono nella leggenda dello sled dog: Doug Swingley e Susan Butcher. Swingley è stato il primo concorrente non dell’Alaska a vincerla (è di Lincoln, in Montana) nel 1995, per poi ripetersi nel 1999, 2000 e 2001. La seconda, vincitrice nel 1986,1987, 1988 e nel 1990, è stata la seconda donna  in assoluto a vincere la Iditarod. Stroncata nel 2006 da una forma di leucemia viene ricordata nel Susan Butcher Day, che ricorre nel giorno della partenza della gara.

Nessuno ha mai vinto quattro volte consecutive la Iditarod.

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Lance Mackey, Ceremonial Start at the Iditarod 2008 (photo Anne Raup/Anchorage Daily News)

Nulla di fatto ieri nella prima prova del XXII Trofeo “D. Milella”, penultimo appuntamento del “X Campionato Invernale Città di Bari”, quest’anno coordinato dal Circolo Canottieri Barion. Il Comitato di regata, presieduto da Raffaele Ricci, ha cercato di sistemare il campo di gara ma, constatate le cattive condizioni climatiche, ha preferito far rientrare tutti ai pontili per evitare avarie alle imbarcazioni. Mare mosso, groppi ed intensità del vento, arrivato anche a sfiorare i 30 nodi, insieme a pioggia e qualche chicco di grandine, hanno infatti convinto i giudici ad annullare la prova.

Rimane così immutata la classifica generale. In classe “Crociera/regata” a condurre i giochi è Morgan, il GS 37 di Nicola de Gemmis (CC Barion), seguito da Blu-X, l’X-43 di Gianfranco Cioce (CV Bari) da X-Blu, l’X362 di Giuseppe Ciaravolo (CUS Bari). Più giù in classifica, cercherà di riscattarsi nell’ultima prova Dream Machine, il First 34.7 di Francesco Barnaba (LNI Monopoli).

A contendersi il primato in classe “Crociera”, divisi da pochissimi punti il First 31.7 Meria di Balice-Capurso-Mazzilli (LNI Molfetta), il Comet 415 Dido e Gogo Cube di Giuseppe Renna (CC Barion) e il Mousse 907 Gaios di Giuseppe De Vanna (CUS Bari).

In classe Surprise, duello all’ultimo bordo fra Cocò, di Vitantonio Natuzzi (CUS Bari) e Argentina di Alberto Lorusso (CV Bari), che dall’inizio del campionato si alternano ai primi posti sia della classifica di classe che della overall minialtura. A tentare di dar l’assalto al podio nell’ultima prova, Sciocchezza di Prota-Damiani-Alfieri (LNI Bari).

Lotta serrata anche in cima alla classifica dei Platu 25, fra Antonella 2 di Tiziana D’Arcangelo (CV Gargano) e 3F- Fight For Fighting² di De Bellis-Masi. Cercherà di difendere l’ultimo gradino del podio il Platu Jerry Speed di Livia Federici (LNI Bari).

L’ultima regata del Campionato, quella decisiva, sarà fra due settimane la seconda prova del “Milella”, organizzato dalla Lega Navale Italiana sezione di Bari, cui presidente è dal 1994 Marcello Zaetta, recentemente riconfermato anche per il prossimo quadriennio olimpico. “Attraverso l’attività sportiva – ha spiegato Zaetta – si realizza uno degli aspetti principali della Lega Navale, la diffusione della cultura del mare: ci sono tanti modi di vivere il mare, noi cerchiamo di proporne una visione che sia attrattiva per i giovani, come può esserlo lo sport”. “Attraverso l’insegnamento della vela – ha proseguito il presidente della LNI Bari – trasmettiamo ai giovani il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle regole, il rispetto dell’avversario, e come si fa gioco di squadra”. “La tradizione della sezione di Bari della Lega Navale – ha concluso Zaetta - si basa su questi principi, e con questo spirito abbiamo sempre portato tantissimi atleti alle manifestazioni nazionali ed internazionali: i nostri atleti hanno partecipato superando le selezioni ai Campionati Mondiali della classe 4.20 nel 2001 in Italia, nel 2003 in Inghilterra, nel 2004 in Australia, nel 2006 in Nuova Zelanda e nel 2008 in Grecia”.

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Il First 34.7 Dream Machine (foto Antonio Ruccia)

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